L'impianto del d.lgs. 231/2001

Il d.lgs. 231/2001(PDF) ha introdotto la responsabilità (denominata “amministrativa”, ma sostanzialmente penale) delle società e degli enti in relazione alla commissione (anche nella forma del tentativo) di reati (c.d. “reati-presupposto”) da parte di soggetti (autori del reato-presupposto) che rivestono funzioni di rappresentanza, amministrazione o direzione dell'ente (o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale), o che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo; ovvero da parte di persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno di tali soggetti.

Presupposto della responsabilità è che i reati siano stati commessi nell'interesse o a vantaggio dell’ente.

Il d.lgs. 231/2001 (PDF) prevede incisive sanzioni amministrative e interdittive, di entità ridotta in caso di reato presupposto tentato, che possono essere anticipate da misure cautelari, salvo che le società e gli enti abbiano adottato ed efficacemente attuato modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire la commissione dei reati previsti.

Secondo quanto stabilisce il Decreto (art. 58), il pubblico ministero può decidere di non procedere alla contestazione dell'illecito ed emettere direttamente decreto motivato di archiviazione del procedimento, senza che sia richiesto l'intervento del giudice (come invece accade nel processo penale nei confronti della persona fisica).

L’adozione ed attuazione di un idoneo modello di organizzazione e gestione è fondamentale, in quanto può fornire al pubblico ministero argomenti sufficienti per l'esclusione della "colpa in/di organizzazione" dell’ente, e, quindi, per l'emissione del decreto di archiviazione.

L'adeguamento alle prescrizioni del d. lgs. n. 231/2001 rappresenta un costo per l'ente, ma si traduce in un incremento di valore del complesso aziendale sia per i migliori risultati concreti che possono essere conseguiti attraverso il recepimento delle best practices, sia perché i costi derivanti dalla eventuale disposizione delle misure cautelari (nel corso del procedimento instaurato a carico dell'ente) e dalla irrogazione delle sanzioni (in caso di condanna definitiva dell'ente) sarebbero maggiori di quelli richiesti dall'applicazione del Decreto.

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Decreto Legislativo 231/2001

Responsabilità amministrativa
delle società e degli enti

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